Che cosa sarebbe il mondo senza Nutella?
Sicuramente avremmo un’idea di dolce in meno, un momento ricreativo in
meno per i bimbi di tutte le generazioni, ma forse rimpiazzabile con
altri dolcetti piu` creativi e gustosi… anche se la nutella e`
sempre la nutella! (o almeno noi lo crediamo perche` esiste :)

Ma cosa sarebbe un mondo senza GNU?

Il progetto GNU nasce nel 1984 – un anno fortemente simbolico a
livello letterario per chi ha letto l’omonimo romanzo di Orwell -
grazie a Richard M. Stallman che partorisce l’idea di una ‘licenza
libera’ che possa sovvertire la concezione imperante negli anni ’80:
il software proprietario.

Il software quindi deve riacquisire il suo stato di liberta` ‘rubata’
e tornare ad essere opera collettiva, comunitariamente condivisa, e
non una scatola nera, oscura che non si puo` cambiare.
D’altronde chi comprerebbe una macchina su cui non possa mettere le
mani sopra o andare dal meccanico di fiducia per farla riparare senza
passare solo dal meccanico del produttore?

Oggi ormai GNU/Linux e` diventato professionale, riconosciuto a
livello mondiale come sistema operativo fonte di reddito, di
innovazione ed abbracciato da molte multinazionali.

Tutto questo grazie alla perseveranza di Mr. Stallman, che ha si
contribuito a farne un successo economico globale, ma specialmente ha
ridiffuso il concetto che il software debba essere condiviso
socialmente grazie ad un valore che sembrava voler essere gettato nel
dimenticatoio: la liberta`.

La domanda ricorre: “Ma cosa sarebbe un mondo senza GNU?” dal 1984 in
poi?

La formula piu` gettonata negli anni ‘80 era quella del freeware o
shareware (da non confondersi col Free Sofware/Software Libero).
Il mondo delle BBS in era pre-internet-di-massa ne era letteralmente
costellato, la comunita` era vibrante e le persone utilizzavano con
piacere il software gratuito o ’shareware’ che richiedeva una piccola
somma per finanziare lo sviluppo ed il miglioramento del software
stesso.

Viene da speculare se il freeware/shareware, nella sua formula avrebbe
creato un sistema operativo totalmente freeware, quindi solo gratuito,
e se avesse avuto un impatto cosi` notevole a livello di diffusione
come nel caso di GNU/Linux — soprattutto nell’era di internet — o se
invece la maggior parte delle persone si sarebbe ‘accomodata’ su un
sistema operativo proprietario (MacOS, Windows) con a corredo qualche software
freeware.

Personalmente credo nell’ultima ipotesi. Senza un movimento globale di
sensibilizzazione sulla liberta` e la condivisione non si sarebbe
realizzato ne` il ‘sogno’ del sistema operativo libero, ma neanche
quello del sistema operativo solamente gratuito.

Proseguendo, sorgono interrogativi ‘importanti’. Useremmo si` sistemi
proprietari, sicuramente per collegarci ad internet, leggere la posta,
scaricare dei file.
Il sistema operativo piu` diffuso sarebbe Windows in qualsiasi sua
incarnazione, non peraltro perche` l’hardware ‘IBM compatibile’
sarebbe piu` diffuso ed il Mac sarebbe piu` costoso.

Vivremmo in un mondo dove i formati dei dati sarebbero quasi
totalmente non interscambiabili e ad ogni aggiornamento del sistema
operativo o del software di video scrittura per esempio, dovremmo
convertire i nostri file alla nuova versione del software sperando che
non si perdano stili e formattazioni particolari. (Cosa tra l’altro
che e` accaduta ed accade parzialmente anche oggi…)

Internet sarebbe dominato da Microsoft, google non sarebbe quello che
pensiamo oggi perche` non esisterebbe GNU/Linux (su cui google poggia
la sua robustezza e potenza), yahoo.com, altavista.com, excite.com,
hotbot.com (chi se li ricorda ancora?) si contenderebbero il mercato,
sperando di non essere soffocati dal motore di ricerca di Microsoft,
MacOSX probabilmente non esisterebbe nella sua incarnazione attuale.
Non esisterebbe neppure, probabilmente perche` i BSD liberi non
avrebbero la forma che hanno oggi.

Ci ritroveremmo con strumenti di programmazione prodotti solo dalle
software house che vendono il sistema operativo. La grande mano di
Microsoft (ed in minor parte di Apple) avrebbe il completo monopolio
di fare il bello ed il brutto tempo sullo sviluppo software con il
conseguente soffocamento delle piccole realta` aziendali che
avrebbero dovuto scendere sempre a patti con Microsoft/Apple per ogni
minima inezia.

Il DRM sarebbe una realta` gia` integrata totalmente con tutti i
sistemi operativi e l’interoperabilita` fra essi sarebbe fortemente
ridotta.

Da parte di queste multinazionali in questo presunto mondo molto
‘Dickiano/Orwelliano’ si avrebbe un utente totalmente profilato, una
conoscenza totale su gusti, abitudini, comportamenti delle persone,
un mondo perfetto per le multinazionali e perfetto per il perfetto
consumatore.

L’unica mancanza a questa visione sarebbe il valore che
Richard M. Stallman volle portare avanti nel 1984, cioe` quello della:
liberta` del software.

Ma come si puo` riscontrare nella visione romanzata che ho descritto,
la liberta` del software non ha effetto solo sui programmi, ma anche
sui rapporti fra le persone, su quello che pensiamo, le idee che ci
scambiamo, come ci comportiamo e come veniamo controllati.
La societa` tutta sarebbe in pericolo.

Mi sento in dovere di ringraziare Richard M. Stallman per aver
avviato nel 1984 quel progetto utopico che ha ispirato milioni di
persone in tutto il mondo a produrre Free Software e a condividere la
conoscenza.

Quindi “Grazie GNU!” per l’idea di societa` libera che stai portando
avanti, ma grazie anche a tutti quelli in cui credono in questo
ideale.

Sarebbe interessante sentire la vostra opinione su:
“Cosa sarebbe il mondo senza GNU?”

World of Goo addiction

February 26th, 2009

Purtroppo accade nella vita di dover attaccare la tastiera al chiodo e piegarsi alla seduzione 'paciosa' di questi ragazzi dell '2dboy' group.

Nell'era dei giochini 3d super colonna sonora sofisticata che ti entrano anche nel cervelletto, World of Goo spicca per originalita` e gameplay.

Le palline rotanti che strizzano l'occhio presto fanno strada ad una simpatia enorme e spiace ogni tanto sacrificarne una per i nostri scopi malefici alla conquista dell'ultimo livello. Non c'e` il piacere sadico di distruggerne una (anche se ammetto che una Goo 'splattata' riempie di gioia e divertimento!) , ma si salvarne il piu` possibile per entrare nell'olimpo delle palle Goo e costruire una torre immensa autoreggente.

Il gioco ha un obiettivo molto semplice: portare le Goo-palline dentro un tubo e salvarne il piu` possibile.
Concezione semplice, ma gli imprevisti sono moltissimi e divertentissimi (parola di elio!)
Poi si sa, le Goo non sono tutte uguali, alcune hanno specializzazioni varie, e lo scoprirete giocando.

Venendo al tecnico, il gioco e` scaricabile come demo sulle seguenti piattaforme (Windows, MacOSX, GNU/Linux) ed e` un gioco per tutti, grandi e piccini. Costa 20$ quindi una pizza, ci giocate al demo, provate e poi scegliete di diventare dei Gooers professionisti.

beh buon divertimento! World Of Goo

L'amico becks, ha preparato succulenta per voi, una trasmissione podcastofonica da ascoltare in relax
nella vostra cameretta. Beh, godevela, e` su gnufunk!

Spero di essere invitato nel secondo podcast natalizio, dove ne vedremo... ops ascolteremo delle belle,
sempre in salsa libera naturalmente

Monkeys Revolution

November 15th, 2008

Ecco che cazzeggiando su #la-it@irc.freenode.net ogni tanto escono delle perle da noi aspiranti musicanti. (diciamo spippolatori delle manopole e dei tasti)

un pezzo glitch-chiptune-classico prodotto da msound -- l'amico non si vuole far citare di nome ma se venite in canale lo beccate! ;)

comunque ecco il pezzo Monkeys' Evolution

godetevi momenti nostalgici di wave disegnati a mano!
Grazie a Stacktrace mi sono letto High Performance Web Sites.

Due tips semplici semplici:

  • abilitare mod_gzip (apache 1.3) o deflate (apache 2.x)
  • abilitare gli Expire headers sulle pagine poco modificate

vi rimando a deflate e adding an expires header with apache for rails

Ed eccolo, un nuovo album di Squarepusher, il musicista eclettico.

“E chi se ne frega del pubblico, di quello che si aspettano, mo me lo faccio come mi piace!”

Il nostro Tom Jenkins esce con questo lavoro dopo un’esperienza acida ad un concerto rock, decidendo di riprodurla nel suo stile mirabolante.

Pennellate di jazz, assoli rockkeggianti che corrono, sfiorate all’ambient con accompagnamenti simil-rock, insomma un melange mica male.
C’e` chi dice che l’album non rende, e` sottotono ed e` banale. Tiro le orecchie a chi lo dice!

Credo sia uno degli album piu` originali nella scena elettronica del 2008 (woho), fresco e pimpante, da ascoltare piu` e piu` volte. Un meta-album sul rock visto dalle lenti (Tom non le porta pero`!) di Squarepusher

Ma come al solito bando alle ciance, partiamo con le tracce.

Star Time 2, ci introduce lentamente all’album, coccolandoci con ritmi molto semplici e orecchiabili un po` in sospensione nostalgica.

Subito dopo The Coathanger ci immerge in un bel funk cool (scusate il gioco di parole) con incursioni jazzistiche di soli di basso ‘alla pastorious’, il vocoder se a primo impatto ‘fa strano’, successivamente si imposta il tono del pezzo.

Una piccola pausa con Open Society, chitarra/basso stonato (letteralmente, un po` di scratching) per ricordarci che non e` solo un album rock.

A Real Woman invece e` lo scherzo di Squarepusher! You are alive! You are real! You exist! Amo questo pezzo sempre ‘vocodereggiante’ pieno di energia calma. (mi piacciono gli apparenti ossimori).

E alla quinta traccia esplode il rock, quasi punk che non ci aspettavamo da squarepusher — almeno per i fan sfegatati — se Delta-V non riesce a farvi muovere la testa o le chiappette, probabilmente e` perche` siete assuefatti al rock. Perche` Delta-V e` proprio un bel pezzo rock con qualche venatura metal, che esce da un epoca che non e` identificabile. Il tutto condito da interventi di basso del nostro Tom che non guastano affatto.

Avanti col prossimo! Aqueduct frena il percorso e il ritmo, facendoci riflettere in un’atmosfera sommersa, piena di echi e coccola il pensiero in un ambient molto valido. Corto purtroppo!

Jazz! Jazz! Potential Govaner, un breakbeat acustico, assoli jazzeggianti di basso/chitarra elettrica e il gioco e` fatto. Piu` in alto nel virtuosismo jazz/funkeggiante, ben fatto Tom!

Riprendiamo con ritmo scanzonato — Planet Gear — un bel tappeto di basso distorto e via di lead sintetico da leccarsi le orecchie, cambi di tempo, rotolate di suoni. yummy

Adorabile, parte dritta, - Tensor In Green - percorre i binari del suono veloce per poi farci prendere uno scambio dopo l’altro, e` un viaggio in treno con molte curve! Urlano i suoni mentre viaggi e guardi dal finestrino!

The Glass Road grande. (punto) ok ok → jazz/rock/punk/quasi fusion

Tom e` sapiente e ci fa ancora riposare dopo il tripudio di The Glass Road: Fluxgate

Un bell’accompagnamento, qualche lick, qualche assolo tranquillo e Duotone Moonbeam e` fatto, rilassante, pensieroso — in una giornata autunnale.

Rifletto ancora, nell’atmosfera di Quadrature, parrebbe che Jenkins si soffermi a rimirare il futuro sempre con un occhio nostalgico, quasi dolce. Acqueo.

Ultima traccia, la 14: Yes Sequitur — “conclusione virtuosistica controllata di polpastrelli ben consci di esserlo”.

Lascia una vena di tristezza consapevole quest’ultima traccia, forse l’amaro in bocca per il concerto rock finito o chissa`.

Conclusione: un album saporitamente vario, da capire e gustare piano, sicuramente da ascoltare e naturalmente comprare! il prezzo e` veramente basso e viene pure data la possibilita` di scaricare i flac (cioe` i wave compressi ad alta qualita`, oltre agli mp3 naturalmente!)

un saluto!

Vecchi articoli

November 3rd, 2008

a tutti i lettori: ho reimportato i vecchi articoli con un html un po` sgarruppato -- ma insomma, da wordpress -> mephisto non era cosi` immediata la cosa e non avevo voglia di sbattermi troppo. anyway enjoy and stay tuned per nuovi articoli!

Francesco Stablum aka 'stab'

November 3rd, 2008

Ed eccola, la scoperta libera che cercavo: Francesco Stablum meglio conosciuto da me e dai suoi fans come stab sul sito http://ccmixter.org. Non mi dilunghero` su ccmixter.org, ma dateci una bella occhiata, ne vale *assolutamente* la pena. amberwarp (degli yue) nel canale #copyleftmusic@irc.freenode.net mi ha postato un url anonimo, un blando elenco di canzoni e di tag che indicavano il tempo e poco altro. Io volevo ardentemente un Aphex Twin, uno Squarepusher libero -- o -- qualcosa di nettamente simile. Bene, ho trovato qualcosa di meglio, un compositore che ha conquistato la via del mio player e che sto ascoltando quasi consecutivamente da sei giorni. stab mette sul piatto un menu` da leccarsi i baffi, drill&bass, happy trance, classica sintetica, tocchi di pop, dark elettro e divertimento a non finire. Purtroppo non esiste un album suo, solo l'elenco scaricabile delle sue canzoni su ccmixter. Nudo e crudo, leggi, scarica, ascolta e strabigliati. Comunque, bando alle ciance. Ascoltando le traccie in modo rigorosamente alfabetico in assenza di playlist fornita dal buon stab, si parte con Android Battles in cui il nostro si concede momenti di sintesi analogica con ritmi sempre dark ma rilassati -- almeno per la prima parte! A new system DNB ci fa subito capire di essere entrati nel mondo DrumAndBassettaro, un tocco di 'horror' iniziale una linea di basso muy muy strascicante e il pezzo lo si gusta tutto d'un fiato. Backtrace ci trasporta il timpano attraverso timbri classicheggianti, mentre Broken Sequencer ci fa ricordare la giovinezza dei giochi da bar anni '80, con i record da battere e tutti a guardare il_piu`_bravo. Naturalmente condito con breakbeats a volonta` Common Hopes penso sia la sua traccia piu` pop, mentre False Awakening lo definirei un 'breakbeat onirico' inventando un genere inesistente. (forse) Continuando il mood tranquillita` abbiamo Fase Rem -- un piacevole svolazzo sintetico assieme a Folata Gelida, una danza delicata con sussurri sintetici. Per spezzare stab ha deciso pure di cazzeggiare su Logical, happy trance pura e piacevole a piccole dosi. Ma entrando nell'arena Drill&Bass escono fuori i due pezzi da 90, ovvero Meltdown e opaque (beta). Il primo pezzo e` un Drill&Bass breakcore robotica bella martellosa piena di sperimentazione batteristica e blips and blaps accompagnata di cannoni elettronici a profusione (prendo fiato) mentre il secondo pezzo e` adornato da mosche elettroniche, lampeggi laser con affondo di melodia e assoli psicotici Se avete deciso di seguire la strada dell'alfabetismo, si giunge a Prelude To Nothing che rilassa le membra dopo l'esperienza Meltdown e opaque (beta). Con un tappeto d'archi, che mutano in sinfonia galleggiante nello spazio -- e -- naturalmente breakbeats filtrati a 'mo di "galleria del vento" concludo la mia recensione sperando di avervi incuriosito.. buon ascolto!
Mentre Aphex Twin puo` essere considerato il Mozart della musica elettronica, un'artista meno conosciuto, anche se famoso nel giro della musica elettronica, stupisce e innova il suo stile ad ogni album rilasciato. Squarepusher, al secolo Tom Jenkinson, ha coperto variegati generi musicali in modo eccellente, innovando e facendo divertire l'ascoltatore con assoli mirabolanti, Drum&Bass (o meglio Drill&Bass) psicotica e tante altre cose. Squarepusher, esplorando la musica a tutto tondo ha viaggiato attraverso i mari musicali, a volte tempestosi, a volte in quiete -- ma per lo piu` movimentati, attraverso le improvvisazioni Jazz, sfociando nella Fusion piu` estrema, giocando con ritmi impazziti di Drill&Bass e linee 'melodiche' mai scontate, percorrendo Pop, Chip Music, Ambient, ma sempre contraddistinto da uno stile psicotico/visionario. Non solo compositore, ma anche e soprattutto musicista, figlio artistico di quel Jaco Pastorious dei Weather Report in versione acida. Bando alle ciance. Si puo` iniziare ad ascoltare Tom Jenkinson da diversi album, dipende da che 'estrazione musicale' una persona proviene. Per i jazzisti consiglio vivamente 'Hard Normal Daddy' e 'Burning Tree', gli 'elettronici/d&b' gradiranno sicuramente 'Hello Everything', 'Big Loada', gli appassionati hardcore di acid vorranno assaggiare la pillola di Buzz Caner pubblicato sotto il nome di Chaos A.D., infine -- ma non mi dilungo troppo -- gli appassionati di Pop potranno gustarsi My Red Hot Car. Questi sono solo alcune indicazioni, ma la discografia e` ricca e numerosa Bene, buon ascolto a tutti i tipi di orecchie!

wiimote e dongle usb bluetooth

November 3rd, 2008

Per un progetto che ho in mente ho acquistato un wiimote (telecomando wii) naturalmente senza wii che non mi interessa particolarmente ;) Il telecomando lo trovate a 40~ euro mentre il dongle usb bluetooth l'ho pagato 13~ euro il tutto a mediaworld. Avendo un kernel precompilato con tutti i driver possibili il dongle (un d-link DBT-122) e` stato riconosciuto immediatamente:
usb 2-4.2: new full speed USB device using ehci_hcd and address 6
usb 2-4.2: configuration #1 chosen from 1 choice
Bluetooth: Core ver 2.11
NET: Registered protocol family 31
Bluetooth: HCI device and connection manager initialized
Bluetooth: HCI socket layer initialized
Bluetooth: HCI USB driver ver 2.9
usbcore: registered new interface driver hci_usb
Dal lato wiimote e` stato sufficiente mettere le pile e scoprire come attivare il discovery mode del wiimote per connetterlo via bluetooth al nostro pc. Il software per ora individuato e testato/funzionale da me e` Cwiid Sono presenti pacchetti debian gia` precompilati per i386, dal canto mio ho dovuto ricompilarli per amd64 scaricando il .orig.tar.gz, il .dsc ed il diff.gz da http://www.rastageeks.org/~toots/cwiid/ un bel:
dpkg-source -x cwiid_0.5.00-1.dsc
cd cwiid-0.5.00
fakeroot debian/rules binary
cd ..
dpkg -i libwiimote* wmgui* wminput*
ed il gioco e` fatto. potete subito provare wmgui per testare il vostro wiimote. Ricordate di lanciare wmgui, mettere il wiimote in discovery mode premendo contemporaneamente 1+2 e date l'ok. E giocate con il programma di test. :) Ok, non e` molto :) Non vi resta che provare wminput, che permette di controllare il mouse dal wiimote! Se avete debian aggiungete in /etc/udev/permissions.rules:
KERNEL=="uinput", MODE="0666"
caricate il modulo uinput:
modprobe uinput
e fate ripartire udev A questo punto e` necessario scoprire l'indirizzo in notazione esadecimale del wii, quindi:
hcitool scan
Ricordatevi di premere 1+2 per riportare il wii in discovery mode. Il risultato dovrebbe essere simile a questo:
kpanic@kissandra:~/src$ hcitool scan
Scanning ...
00:19:1D:93:D7:0B       Nintendo RVL-CNT-01
kpanic@kissandra:~/src$
ora un:
wminput 00:19:1D:93:D7:0B
vi richiedera` di mettere il wii in discovery mode e stop, il gioco e` fatto! happy hacking!

Scripting con Common Lisp

November 3rd, 2008

Problema: il mio autoradio ha un lettore USB e permette di ascoltare gli mp3. Ti permette la navigazione tra le cartelle solo in una dimensione scegliendo tra le cartelle piu' profonde. Quindi se ho due cartelle /foo/bar e /baz lui legge, visualizzando il nome della cartella, il contenuto di baz e quello di bar ma non quello di foo. Sincronizzando la mia libreria iTunes sulla mia chiavetta la struttura creata ha come template /artista/album/musica.mp3. Premesso che non so se sia possibile cambiare questo template, ho deciso di creare uno script che converte la gerarchia di file nel mio pen drive dalla forma /artista/album/musica.mp3 a semplicemente /artista/musica.mp3. Ovviamente deve essere possibile poter tornare indietro altrimenti non posso piu' fare la sincronizzazione. Ovviamente lo script é banale: Prendo le directory con gli album e solo i file che mi interessano, li sposto salvando le operazioni fatte in un file di log. Volevo provare ad utilizzare il common lisp per questo genere di programmazione che di solito svolgo con la bash. Le funzioni salienti sono (scusate se uso i - per avere indentazione, non riesco ad ottenere qualcosa di altrettanto buono con wp):
(defun convert ()
--(dolist (artist (artists))
----(let ((log-file (log-file-for-artist artist)))
------(with-append-to-file log-file
--------(dolist (album (albums artist))
----------(dolist (mp3 (mp3-in-dir album))
------------(let ((new-path (make-pathname :name (pathname-name mp3)
----------------------------------------------------:type "mp3"
----------------------------------------------------:directory (pathname-directory artist))))
--------------(rename-file mp3 new-path)
--------------(format t "~s ~s~%" mp3 new-path))))))))

(defun unconvert ()
(dolist (artist (artists))
--    (with-open-file (convert-log (log-file-for-artist artist))
----      (do ((new-name (read convert-log nil nil) (read convert-log nil nil))
----------           (old-name (read convert-log nil nil) (read convert-log nil nil)))
----------((or (not new-name) (not old-name)))
------------        (cond
---------------          ((not (file-exists-p old-name)) (warn "~s does not exist" old-name))
---------------          ((file-exists-p new-name) (warn "~s already exists" new-name))
---------------          (t (rename-file old-name new-name)))))))

nasty C++

November 3rd, 2008

a small experiment of mine with operators overload: bad C++ practice that yelds unsual graphical side-effects:
#include <iostream>

using namespace std;

template<typename T> class badInc {
    private:
        T i_;
    public:
        badInc(const T& v) { i_=v; };
        badInc operator ++() {
            ++i_;
            return *this;
        };
        badInc operator ++(int) {
            i_++;
            return *this;
        }
        badInc operator +(const badInc& S) {
            i_ += S.i_;
            return *this;
        }
        badInc operator --() {
            --i_;
            return *this;
        }
        badInc operator --(int) {
            i_--;
            return *this;
        }
        badInc operator -(const badInc& S) {
            i_ -= S.i_;
            return *this;
        }
        friend ostream& operator <<(ostream& o, const badInc& t) {
            o << t.i_;
            return o;
        }
};

int main()
{
    badInc<int> I(1), N(1), C(1), d(0), e(0), c(0);
    cout <<

    ++++++++I+++++++++N+++++++++C+++++++++--------d--------+------e----+----c--------

    <<endl;
}
see Sutter "Exceptional C++" (aw press - 2000) for an explanation (and much more...)

E61, mini recensione

November 3rd, 2008

Indeciso fra prendere l' n800 (e tenermi il 6630) o l' e61, alla fine dopo lunghe "pensate" ho optato per l' e61. E prosegue la mia saga nokia: 5110, 7110, 6310, 6630, e61 ;) L' e61 e' sottile il giusto, ma davvero grande, a tanti non piace.... e' grande per essere un telefono, ma giusto per un palmare (o smartphone che dir si voglia...) Quando lo usate con una mano, vi consiglio di avere una manona ;) Il passaggio dal 6630, e' stato veloce e indolore, sincronizzazione immediata dei contatti, foto, calendario, tutto via bluetooth, senza noiosi passaggi di sim o mmc Chi ha gia' usato un symbian di casa nokia, puo' prendere l' e61, e cominciare subito a "lavorarci", senza dover leggere il manuale.... Il supporto wifi mi sembra funzionare molto bene, la ricerca degli AP e' veloce e precisa, cosi' come la connessione. Molto bello il poter scegliere il tipo di connessione appena si apre il browser (umts o wifi per esempio) Il browser, e' sicuramente uno dei componenti eccezionali del telefono, e' davvero ottimo e veloce . Devo ancora provare la connessione sip per il voip, spero che non mi deluda (uno dei motivi per cui l' ho comprato e' il voip) La tastiera completa querty, e' buona, i tasti sono un po' piccolini, ma e' decisamente usabile La mancanza del touchscreen non si fa sentire, si fa tutto via quel pirulino centrale, ma non mi piace... Il joystick centrale, mi sembra un po' duretto e impreciso, o forse devo farci la mano... avrei preferito qualcosa di piu' usabile, come un touchpad alla ipod, o qualcosa di simile. Per la mobilita' e' eccezionale, in treno mi sono installato putty, si e' scompattato lo zip da solo, mi sono letto il readme, si e' scaricato il certificato prendendolo dal txt (ha capito che c'era un link nel txt...) , e si e' installato. Mi sono subito connesso con putty in remoto, ho ripreso una connesione screen su cui girava putty e irssi, e il terminale non ha avuto nessuno problema. (e la presenza di un tasto ctrl per screen aiuta tanto...) Cosa manca? La fotocamera. Quindi se la volete, non compratelo... (dovrebbe uscire presto l' e61 con fotocamera). Per il resto le "features" rimangono quelle del 6630, ma mooolto piu' veloci. Lo schermo e' bellissimo, il miglior schermo che abbia mai visto su uno smartphone. La cosa che mi piacerebbe, e' un vnc server per potermi connettere via wifi al cellulare, ma non ho trovato granche. Il mio giudizio quindi, e' promosso a pieni voti ;)

Amon Tobin -- Foley Room

November 3rd, 2008

Sulle reti p2p o bittorrent si trova il nuovo album di Amon Tobin: Foley Room. Il titolo dell'album si riferisce alla stanza di creazione dei suoni/effetti sonori per film, e che suoni! Amon Tobin per chi non lo conoscesse e` un brasiliano che ha regalato ad ogni suo album una miscela di jazz/beat impazziti/visioni spazial-liriche-sonore e tanto altro. Ci aveva abituati ormai col suo 'taglio' elettronico e chi si aspettava in quest'ultima opera una semplice spolveratina allo stile che ha sempre portato avanti, rimarra` sorpreso. Foley Room puo` lasciare spiazzato il fan abituale del nostro, ed ammetto che al primo ascolto sono rimasto totalmente deluso dal suono. C'e` da dire che, come capita spesso, gli album che non ci piacciono al primo ascolto, rendono molto di piu` se lasciati fermentare. Infatti aprendo una valvolina del cervello e ascoltandolo senza preconcetti, Foley Room e` un album meraviglioso. Ritroviamo si` alcune tracce degne del 'vecchio' Amon Tobin, ma l'esperienza sonora che si riesce ad attraversare durante l'ascolto dell'album e` inspiegabile. L'inizio e` dolcemente inquietante, bloodstone ci regala una fantastica performance del Kronos Quartet con Amon Tobin. All'interno della pentola, troviamo cristalli che si infrangono, rutti, atmosfere sottomarine e liquide, rock rimaneggiato alla Amon, ogni momento sonoro diventa significativo, basta lasciarsi andare all'esperienza sonora. beh, ho scritto veramente troppo, spero di aver dato un piccolo barlume d'idea, ma l'orecchio non mente, quindi scaricate e poi compratelo quando uscira` ufficialmente (probabilmente verso marzo). Tra l'altro vi sara` anche un DVD con la ripresa delle strane tecniche che il caro Amon ha utilizzato nella sua opera.

the end is nigh!

November 3rd, 2008

ieri sera mi sono guardato un documentario della bbc del 1984 intitolato "Threads." Non ho ben capito cosa centra il titolo col film ma comunque, se vuoi sapere cosa potrebbe succeddere se scoppiasse una guerra nucleare, e non vuoi dormire bene allora preparati per 104 minuti di paranoia e pessimismo stile anni '80. Threads